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La scuola ai tempi del registro elettronico

Elena Dacrema 18 Febbraio 2019 Tag:, Blog
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Cambiamenti positivi dal punto di vista tecnologico ma relazioni sempre più difficili.

Oggi il contesto scuola è molto diverso da com’era prima, considerando anche solo dieci o vent’anni fa.

Questo dipende da alcuni cambiamenti sociali e dal rapporto genitori-figli, anch’esso mutato.

Lo studente non vede più il docente come autorità (una volta il maestro era un’istituzione da non toccare).

Anche tra genitori e figli spesso si riscontrano delle difficoltà dovute ad una relazione basata su tanto affetto ma poche regole.


Il titolo del presente articolo è volutamente ironico. Fa luce su un aspetto molto attuale che non è altro che lo specchio di ciò che sta accadendo intorno a noi.

Nello specifico, soprattutto gli alunni della scuola secondaria di primo e secondo grado beneficiano dell’utilizzo del registro elettronico. Questo è uno strumento in se e per sé positivo ma il cui uso diventa micidiale se mal gestito.

Che cosa accade spesso? Che i ragazzi – che hanno meno voglia di studiare – non sappiano quali compiti debbano svolgere per il giorno dopo né quali verifiche sostenere perché non guardano quotidianamente il registro. I genitori invece, soprattutto quelli con uno stile più iperprotettivo, accedono a questo strumento in modo assiduo e talvolta esagerato.

Se i genitori vengono a conoscenza delle verifiche/interrogazioni che i figli devono sostenere, diventano più apprensivi allorquando non vedono il proprio figlio studiare e in tal modo si crea spesso un circolo vizioso in cui il figlio è deresponsabilizzato mentre il genitore interviene costantemente sul versante scolastico.

Alcuni genitori, una volta ravveduti, affermano che si stava meglio “una volta”, quando il registro elettronico era ancora fantascienza: le udienze erano il momento della resa dei conti. Il figlio aveva il compito di gestirsi da sé – per quanto riguardava la scuola – e nel caso di un cattivo rendimento veniva bocciato.


L’esempio del registro elettronico è per comunicarvi che non sempre un eccesso di controllo porta a risultati positivi, anzi il più delle volte porta alla perdita di controllo.

Uno stile contemporaneamente iperprotettivo e controllante non fa in modo che i ragazzi sperimentino le cadute necessarie per poi risollevarsi con le proprie risorse.

Diventa quindi importante aiutare i genitori ad aiutare i propri figli, non sostituendosi a questi ultimi ma dando a loro la fiducia necessaria per percorrere la propria strada accrescendo via via le proprie capacità.

Bibliografia:

“Aiutare i genitori ad aiutare i figli. Problemi e soluzioni per il ciclo di vita” G. Nardone e collaboratori.

 


La Dott.ssa Elena Dacrema  è psicologa e psicoterapeuta e si occupa delle dinamiche che intercorrono tra genitori e figli (problemi scolastici, metodo di studio, difficoltà di relazione in famiglia e fuori).

E’ terapeuta ufficiale del CENTRO DI TERAPIA STRATEGICA DI AREZZO  diretto dal prof. Giorgio Nardone.

INTERVISTA SU VIVERSANI & BELLI

Elena Dacrema 2 Febbraio 2019 Tag:, , , Blog
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Intervista per il settimanale Viversani & Belli – gennaio 2019.

Servizio di Antonella De Minico.

Il tema riguarda il rapporto genitori-figli.

Secondo alcuni vip il benessere economico va conquistato e non ereditato.

E’ giusto che i figli si costruiscano la propria strada e il proprio benessere?

 

 

Problemi del sonno. Tipologie di insonnia e conseguenze

Elena Dacrema 27 Giugno 2018 Tag:, , Blog
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Il 99% dei casi di insonnia si configura come la ridotta durata di alcune fasi del ciclo del sonno o con la loro scarsa qualità.

Può esserci un’insonnia situazionale o reattiva (ad esempio dopo ad una separazione o un evento negativo per la persona) oppure cronica se legata a sofferenze psicologiche continuate nel tempo. In altri casi è secondaria a problematiche di tipo fisico, neurologico o psichiatrico.

La deprivazione del sonno porta ad alcune conseguenze molto facili da riconoscere:

  1. Irritabilità: scattare per cose di poco conto. Quando manca il sonno i centri del cervello che comandano l’emotività vanno in iperstimolazione, diventando più attivi (addirittura del 60%).
  2.  Fame persistente: si esagera con fuori pasto, dolci e bevande gassate (obesità ed insonnia vanno di pari passo.)
  3. Aumenta la tendenza ad ammalarsi
  4. Difficoltà a ricordare i nomi/perdite di memoria
  5. Cali della vista (difficoltà a mettere a fuoco o a localizzare gli oggetti da lontano)
  6. Peggiora l’aspetto di pelle, unghie, viso e capelli
  7. Calo del desiderio
  8. Cali della concentrazione e difficoltà a prendere decisioni
  9. Cadute più frequenti e mani di “pasta frolla” (far cadere oggetti)
  10. Colpi di sonno

Ci sono vari tipi di difficoltà legate al sonno.

Può capitare di non avere problemi a prendere sonno, di dormire in maniera abbastanza tranquilla e continuativa per 3-4 ore, ma poi di svegliarsi prima dell’alba, senza la possibilità di prendere sonno e manifestando spossatezza nelle ore diurne. Questo è il risveglio precoce o insonnia terminale. Nei casi più gravi questo tipo di insonnia può essere un sintomo della depressione.

In altri casi abbiamo l’insonnia iniziale che si presenta con difficoltà a prendere sonno, con l’addormentamento che non sopraggiunge prima dei 30 minuti e che puo’ essere procrastinato anche di due/tre ore.

In altri ancora vi è presenza di insonnia intermedia, caratterizzata dalla perdita di qualità del sonno NREM con frequenti risvegli, anche se di breve durata.

Secondo un criterio di durata possiamo avere una insonnia transitoria, persistente (fino a 3 settimane) o cronica (che dura per mesi o per anni).

In ogni caso, un italiano su tre soffre di disturbi da ansia e stress e questo influenza la crescita dell’insonnia nel nostro paese.

Nei miei studi di Piacenza, Castel San Giovanni (PC) e Rapallo mi occupo di disturbi del sonno come Psicologa e Psicoterapeuta specializzata in Terapia Breve Strategica.

Bibliografia:

Manuale Pratico sul sonno. Sprea Edizioni.

 

 

 

Come costruirsi paranoie amorose

Elena Dacrema 7 Giugno 2018 Tag:, , , Blog, Senza categoria
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Nel presentarvi questo tema prendo spunto da un libro che ho letto recentemente “Un amore di Marito” di Sveva Casati Modignani, per illustrarvi come è possibile, in coppia, costruire credenze rigide che cerchiamo di confermare a tutti i costi, anche laddove sono disfunzionali.

Nel libro, Alberta, commessa sulla quarantina e donna assai soddisfatta del suo matrimonio, decide un giorno di fare una commissione in pausa pranzo e, in questa circostanza, vede accidentalmente suo marito seduto in un bar-ristorante con una bionda. Prova subito a chiamare il marito col cellulare ma costui non risponde…ha il telefono spento.

Da quel momento Alberta comincia a costruirsi l’idea che il marito la sta tradendo, allora legge i messaggi del consorte. Nota dei messaggi sospetti mandati ad una certa Sarah dove lui si esprime con frasi del tipo: “Non ti deluderò…Ci troviamo a casa tua alle ore.. Ti aspettano due ore di massacro”.

Così Alberta pensa che anche durante il viaggio di lavoro che il marito dovrà fare a Berlino ci sia questa “certa” Sarah, e che il viaggio sia un pretesto per passare notti di passione con lei.

Alberta comincia addirittura a pensare ai modi migliori per lasciare o per “far fuori” quel marito per cui tanto si era sacrificata, rinunciando agli studi universitari.

Fortunatamente, Alberta dovrà ricredersi di tutte le sue “paranoie”. Sarah non è affatto l’amante e il marito Leo non la sta tradendo, anzi, sta preparando per lei una bella S S sorpresa che non vi anticiperò per non rovinarvi la piacevole lettura di questo libro.

Per tornare alla Psicologia, come diceva Virginia Woolf “è più difficile uccidere un fantasma che una realtà”.

Normalmente vediamo ciò che i piace vedere tanto che a volte lo vediamo dove non c’è.

Questo accade anche in alcune coppie, nelle quali dopo che l’innamoramento fisiologico iniziale e’ finito, cadono le illusioni dell’amore perfetto e si comincia a vedere il compagno o la compagna sotto una luce differente. Talvolta esagerando nel vedere il compagno o la compagna in negativo, talvolta ad essere convinti che tanto prima o poi ci tradirà…

Attenzione, questo meccanismo volto a cercare conferme alle proprie paure, potrebbe rovinare e distruggere la vostra coppia..proprio come rischiava di fare Alberta.

 

Bibliografia

Sveva Casati Modignani, Un amore di Marito. Sperling e Kupfer, 2011.