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Fare “come se “: il magico potere del sorriso

Elena Dacrema 18 Giugno 2022 Tag:, , , Blog
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"I sorrisi avvicinano più dei passi e aprono più porte delle chiavi."Ezio Bosso

I luoghi comuni ci dicono che nelle situazioni difficili dobbiamo cercare di essere positivi e sforzarci di essere di buon umore. Avete presente il detto “sorridi che la vita ti sorriderà”? Oppure la celebre frase di Charlie ChaplinUn giorno senza sorriso è un giorno perso”?

In realtà, sorridere ha veramente un impatto positivo sul nostro umore e ci aiuta nelle situazioni stressanti, come ha dimostrato la ricerca di Tara Kraft, psicologa clinica.

Tara Kraft ha constatato come sia il sorriso sincero e spontaneo che quello “finto”, ossia sforzato, siano utili. Attivano i muscoli facciali, mandano messaggi positivi al nostro cervello e hanno un impatto positivo sul ritmo del nostro cuore in esperienze stressanti.

Questo risultato ci è di aiuto nella vita di tutti i giorni in quanto sorridere è facile, economico, contagioso. Se sorridiamo a qualcuno cercando di essere carini e gentili, costui probabilmente ricambierà.

A questo proposito voglio ricordare anche quanto ideato e sperimentato dal professor Giorgio Nardone nel trattamento dei problemi relazionali con la tecnica del “come se”.

La tecnica del “come se” ci insegna che costruire una realtà inventata può produrre effetti concreti.

In termini pratici, prova a produrre un comportamento per te non naturale, ad esempio il fatto di essere sorridente, e allenati a continuare a farlo. Quell’azione ti verrà sempre più spontanea e ne ricaverai grandi benefici. Se sarai più sorridente, gli altri saranno più amichevoli o carini con te. Probabilmente la vita sociale ne trarrà giovamento oltre, come già detto, ad essere tu stesso meno affaticato e stressato. Ecco il magico potere del sorriso.

Ho difficoltà sociali….e in coppia ???

Elena Dacrema 2 Marzo 2015 Tag:, , , , Blog
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L’amore è per i coraggiosi, tutto il resto è coppia

Barbara Alberti
 

Mi sembra molto interessante un articolo di Eliora Porter and Dianne L. Chambless dell’Università della Pennsylvania  per comprendere i meccanismi di funzionamento individuali giocati all’interno della coppia. (J. Clin. Psychol. 70:546–561, 2014).

Queste studiose hanno indagato se l’ansia sociale  (timore del giudizio e rifiuto altrui, scarsa autostima, ansia generalizzata nelle situazioni sociali) fosse correlata alla SODDISFAZIONE, AL SUPPORTO SOCIALE, ALL’INTIMITA’ nelle relazioni di coppia.

L’ansia sociale o fobia sociale è un disturbo severo che nel DSM IV (APA, 1994) fa parte dei DISTURBI D’ANSIA e i sintomi riguardano difficoltà nei rapporti interpersonali: chi ha questo problema costruisce reti sociali più piccole, ha pochi amici stretti, si sposa meno facilmente.

E’ chiaro che una difficoltà interpersonale provochi delle difficoltà nelle relazioni di coppia. Prima di questo studio, però, le ricerche erano spesso basate solo su uno dei membri della coppia, che probabilmente sovrastimava la propria difficoltà nella performance sociale.

La ricerca

E’ quindi stata condotta, da queste studiose, una ricerca su studentesse universitarie (circa 310) e sui loro partner (circa 203) ed è stato riscontrato che nelle donne livelli più elevati d’ansia a livello sociale erano in relazione ad una minore soddisfazione nella coppia (ciò invece non è stato riscontrato negli uomini), inoltre queste stesse donne sperimentavano fatica  a mostrarsi  “a carte scoperte” con il compagno, rispetto a donne con basso livello d’ansia.

Il paradosso è che queste donne socialmente ansiose dicevano di volere poco supporto ma questa mancanza probabilmente provocava a sua volta anche una mancanza di soddisfazione nella coppia stessa.

In entrambi i sessi, comunque  una più elevata ansia era correlata al fatto di percepire l’intimità come un rischio.

Si puo’ pensare che i risultati di questa ricerca purtroppo mostri come l’ansia/fobia sociale sia associata anche a difficoltà interpersonali anche in relazioni di coppia consolidate, quindi se ne deduce, a mio avviso, che è importante intervenire adeguatamente sul singolo per modificare la percezione e reazione nei confronti degli altri che la persona con questo tipo di problema assumono.

American Psychiatric Association. (2000). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (4th ed., text rev.). Washington, DC: Author
 Porter, E. & Chambless D. L. (2014). Shying Away From a Good Thing: Social Anxiety in Romantic Relationships. Journal of Clinical Psychology,  70, 546-561.