Mese dicembre 2016

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L’elaborazione del lutto

Elena Dacrema 28 dicembre 2016 Tag:, , , Blog
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"Cio’ che è più amaro nel dolore di oggi, è il ricordo della gioia di ieri"Kahlil Gibran

Ho deciso di scrivere quest’articolo dopo la lettura di un romanzo – “Un figlio ” di Alejandro Palomas, autore spagnolo. E’ un libro molto coinvolgente che si legge tutto d’un fiato e ci fa riflettere su questo argomento.

Nel libro il protagonista è Guille, un bambino di quarta elementare, mandato su consiglio della sua maestra dall’orientatrice della scuola ( che in Italia corrisponderebbe ad una psicologa scolastica) perchè alla richiesta : – Cosa vuoi fare da grande? – il bambino replica:- Mary Poppins. La maestra, ricevendo questa risposta si allarma perchè pensa che il bambino abbia problemi a casa e voglia fuggire in un mondo fantastico in quanto sua madre è lontana per lavoro ed il padre è disoccupato.

In realtà la storia di Guille – non voglio raccontare troppi dettagli per chi volesse leggere il testo – parla di un bambino che è consapevole che la madre lo ha lasciato e cerca di proteggere il padre come meglio può in quanto è il padre che, depresso, non riesce ad accettare la perdita della moglie.


Come è possibile però elaborare un lutto? Il lutto, porta con sè inevitabilmente l’esperienza del dolore.

Il lavoro del lutto è la possibilità di simbolizzare la perdita e attraversare il dolore.

E’ un lavoro psichico che richiede appunto di attraversare il dolore, richiede tempo e memoria.  In terapia breve strategica, alle persone che hanno subito la perdita di una persona cara, chiediamo di costruire una Galleria dei ricordi ossia costruire una galleria di momenti passati con la persona che è mancata cercando di recuperare i momenti positivi delle esperienze vissute con quella.

Il lavoro del lutto purtroppo fallisce se la persona non accetta la perdita, la nega o all’opposto se non riesce a staccarsi da quella persona.

Bibliografia

Alejandro Palomas. Un figlio. Neri Pozza editore (2016)