Mese novembre 2017

Mese novembre 2017

Comunicare con lo stato di WhatsApp

Elena Dacrema 27 novembre 2017 Tag: Blog
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Ormai molte persone, oltre ad utilizzare i social network come Facebook e Instagram fanno un largo uso dell’applicazione di messaggistica WhatsApp. Con questa applicazione é semplice scambiarsi messaggi, anche in gruppo, inserire proprie foto come profilo e, ultimamente, pubblicare uno stato (foto, aforismi, frasi..) visibili per 24 ore.

Un aspetto che mi incuriosisce e’ notare come spesso, questi stati, soprattutto le frasi che vengono inserite in questa sezione, siano “postate” proprio per mandare una comunicazione subliminale a qualcuno.

E questo non solo in adolescenti, ma soprattutto in adulti.

Esaminiamo questa frase

Poiché, secondo il primo assioma della comunicazione, è impossibile non comunicare, è evidente che questa comunicazione è rivolta a qualcuno, qualcuno che molto probabilmente ci ha tradito.

Che riflessione possiamo fare su questa comunicazione?

Che forse non siamo così bravi a gestire le nostre emozioni e i nostri conflitti con noi stessi e con gli altri. E’ più facile mettere uno stato “evocativo” piuttosto che affrontare direttamente un’amica e dire che ci ha deluso…e’ meglio mantenere il nostro orgoglio, piuttosto che dire al fidanzato, con cui abbiamo litigato, che ci manca.

Non lamentiamoci sempre dei giovani! Anche noi adulti mettiamoci in discussione.

La paura delle decisioni

Elena Dacrema 16 novembre 2017 Tag:, , , Blog
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Ciò che un soggetto fa per difendersi dalle proprie fragilità

gli si ritorce contro in virtù del suo successo.

Giorgio Nardone

 

Una questione che spesso i pazienti ci pongono è il timore di assumersi la responsabilità di decisioni importanti.

Nella nostra società, sempre più complessa e tecnologica, che offre molteplici possibilità di scelta, è ancora più difficile decidere tra le varie possibilità.

Questa difficoltà di assumersi la responsabilità delle decisioni il più delle volte dipende dall’incapacità di gestire paure, angosce e ansie.

Ogni decisione implica un rischio, una rinuncia. Per ogni “sì” deve esserci un “no”.

Già Aristotele, pensando alla decisione, immaginava un cane affamato incapace di scegliere tra due porzioni di cibo ugualmente invitanti.

E’ un’esperienza di confine: una scelta ne taglia fuori altre. Scegliere una donna, una scuola o una carriera significa escluderne altre.

Il fatto di decidere ci costringe a confrontarci con il territorio della PAURA: la paura di sbagliare, di non essere all’altezza, di esporci e di perdere il controllo, di essere rifiutati.

Chi fatica a decidere deve fare i conti con uno di queste problematiche che possono essere gestite, nell’ambito di una psicoterapia breve-strategica, analizzando e modificando i tentativi disfunzionali che le persone mettono in atto davanti al problema stesso. Ad esempio, se voglio evitare ciò che mi spaventa e rimando all’infinito le mie responsabilità, tentando di delegarle agli altri, volente o nolente, sto peggiorando la mia difficoltà a prendere decisioni, con lo svantaggio di decidere, comunque, di far decidere agli altri.

Proprio per questo, guai a prendere decisioni per il paziente, soprattutto se la sua difficoltà è decidere. Lo scopo è piuttosto aiutare la persona ad arrivare a sentire che, volente o nolente, ognuno di noi è responsabile se stesso. Attraverso il succedersi delle nostre scelte, azioni e fallimenti nell’azione, alla fine diamo forma a noi stessi. Purtroppo o per fortuna “siamo condannati alla libertà (J.P. Sartre).


Bibliografia

Nardone, G. (2014). La paura delle decisioni. Milano: Ponte alla Grazie.

Yalom, I. D. (2014). Il dono della terapia. Vicenza: Neri Pozza Editore.