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Terapia strategia e cognitivo comportamentale: analogie e differenze

Elena Dacrema 21 Dicembre 2015 Tag:, Blog
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Spesso chi si rivolge ad uno psicoterapeuta non conosce i vari modelli terapeutici.

Per illustrare alcune differenze tra questi approcci riporto ciò che è indicato in “Non c’è notte che non veda il giorno” di Giorgio Nardone.

Per ottenere questi cambiamenti da parte del paziente affetto da sindrome da attacchi di panico esistono due approcci particolarmente efficaci: il primo è quello cognitivo-comportamentale, il secondo quello strategico.

L’approccio cognitivo-comportamentale guida il paziente a comprendere e razionalizzare la disfunzionalità delle sue rappresentazioni, e da lì ad affrontare gradualmente le situazioni temute sino a padroneggiarle.

L’approccio strategico si basa sull’utilizzo di stratagemmi terapeutici che conducono il paziente, a sua insaputa, a sperimentare concretamente il superamento del panico. Solo successivamente, dopo la rapida scomparsa dei sintomi, il soggetto verrà condotto alla piena consapevolezza delle sue risorse personali.

In pratica i due approcci adottano opposte processualità terapeutiche: nel primo caso (cognitivo-comportamentale) l’acquisizione di consapevolezza del funzionamento del problema conduce al cambiamento, nel secondo è il cambiamento ottenuto attraverso stratagemmi terapeutici a condurre alla consapevolezza personale.

Molto spesso i due modelli teorico-applicativo sono confusi e sovrapposti, in quanto presentano molte caratteristiche in comune: entrambi sono focalizzati su cambiamenti concreti e alcune delle loro tecniche si somigliano.

Tratto da:

Nardone, G. (2005), Non c’è notte che non veda il giorno, La terapia in tempi brevi per gli attacchi di panico, Milano, Tea Edizioni.


La Dott.ssa Elena Dacrema si occupa di terapia breve strategica negli studi di Rapallo (Genova), Piacenza e Castel San Giovanni (PC).

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